Il fumetto si apre con uno scontro che vede da una parte Davide e i suoi uomini, ancora in fuga da Saul, e dall’altra gli Amalechiti, una popolazione confinante col Regno di Israele. Davide alla fine riesce a sconfiggere i nemici, poiché mai aveva smesso di fidarsi del Signore. Nel contempo re Saul si ritrova a combattere contro i Filistei. Purtroppo, l’esito di questa battaglia è completamente diverso: Saul e i suoi figli, tra cui Gionata, l’amico di Davide, muoiono in combattimento.
«Saul morì a causa della sua infedeltà al Signore, perché non ne aveva ascoltato la parola. Non aveva consultato il Signore […] e il Signore trasferì il regno a Davide» (1Cr 10,13-14). Alla morte di Saul, dunque, Davide diventa finalmente il nuovo sovrano di Israele e di Giuda, cioè di tutte e dodici le tribù. La sua prima azione di governo è quella di portare a Gerusalemme, capitale del suo regno, l’Arca dell’Alleanza. Re Davide organizza un lussuoso corteo con canti e danze per accompagnare l’Arca, ballando e cantando questo ritornello di lode: «Rivestirò di salvezza i suoi sacerdoti, i suoi fedeli esulteranno di gioia!» (Sal 132 (131),16). Dalla finestra del palazzo reale, nel mentre, è affacciata sua moglie Mical, che si arrabbia nel vedere gli atteggiamenti di Davide. Ai suoi occhi un re non dovrebbe comportarsi da giullare, dovrebbe invece rimanere fermo e seduto sul trono, osservando con solennità la processione dell’Arca del Signore.
L’attrazione per Betsabea
Dopo qualche tempo dalla sua incoronazione, re Davide si trova a dover affrontare ancora una volta i Filistei, che Saul non era mai riuscito a sconfiggere del tutto. Davide, tuttavia, decide di non andare in guerra con il proprio esercito, affidando le operazioni al suo generale, e rimane nel proprio palazzo a Gerusalemme. Qui, un pomeriggio, il grande e buon re, passeggiando sulla terrazza della reggia, scorge una bellissima donna nella casa di fronte. È Betsabea, la moglie di Uria, grande soldato e amico dello stesso Davide. Nel momento in cui gli occhi del re si posano su questa donna, egli in cuor suo decide di voler avere una relazione con lei. Difatti, dopo averla condotta a palazzo, Betsabea rimane incinta, ma «ciò che Davide aveva fatto era male agli occhi del Signore» (2Sam 11,27).
Persino il grande Davide, che era sempre stato giusto e valoroso, commette un peccato, tradendo il suo amico Uria. «La figura di Davide è così immagine di grandezza storica e religiosa insieme. Tanto più contrasta con ciò l’orrore in cui egli cade, quando, accecato dalla passione per Betsabea, la strappa al suo sposo, uno dei suoi più fedeli guerrieri. È cosa che fa rabbrividire: come può, un eletto di Dio, cadere tanto in basso?» (Papa Benedetto XVI, Omelia 17 giugno 2007). «Questo non si fa da un giorno all’altro. Il grande Davide, lentamente, è scivolato. Ci sono dei peccati nei quali si scivola lentamente e si finisce a fare queste cose come se fossero normali» (Papa Francesco, Meditazione 31 gennaio 2020).
Riconoscere il peccato
La cosa più strana è che pare che Davide non si sia reso conto del peccato commesso, anzi sembra quasi contento. Questo ci fa riflettere: è possibile che anche noi non riconosciamo di aver peccato?
Saggiamente ci risponde un Papa dello scorso secolo, che diceva: «Il peccato più grande al mondo oggi è che gli uomini hanno iniziato a perdere il senso del peccato» (Papa Pio XII, Radiomessaggio 26 ottobre 1946). Vuol dire che noi, come Davide, rischiamo di non cogliere pienamente la gravità delle azioni cattive che commettiamo. Davide ha perso il suo “senso del peccato”, poiché non ha capito che il tradimento dell’amico Uria non è solo un’azione cattiva contro un altro uomo, ma anzitutto il peccato consiste nel disprezzare il Signore, tradire la nostra amicizia con lui! Che bello sarebbe invece, alla fine, riconoscersi peccatori e pregare Dio dicendo: «Sì, le mie iniquità io le riconosco, il mio peccato mi sta sempre dinanzi. Rendimi la gioia della tua salvezza, sostienimi con uno spirito generoso» (Sal 50 (49),5.14).
Tratto dal numero 4 (Aprile 2026) di “Fiaccolina”